RESTO AL SUD 2.0 PUGLIA: incentivi e contributi a fondo perduto con il Decreto Primo Maggio      

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RESTO AL SUD 2.0 PUGLIA: incentivi e contributi a fondo perduto con il Decreto Primo Maggio      

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Il Decreto Coesione, denominato Decreto Primo Maggio, entrerà in vigore con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e contiene un pacchetto di novità sul fronte lavoro e impresa, ovvero una serie di incentivi e contributi a fondo perduto distinti per area geografica.

In particolare esaminiamo la misura a sostegno della regione Puglia:

RESTO AL SUD 2.0

La misura, denominata nello specifico “Investire al SUD”  è rivolta a:

  • giovani di età inferiore ai 35 anni;
  • disoccupati da almeno 12 mesi;
  • persone in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, come definiti dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro;
  • inattivi, come definiti dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro;
  • donne inoccupate, inattive e disoccupate;
  • disoccupati beneficiari di ammortizzatori sociali destinatari delle misure del programma GOL.

Resto al Sud 2.0 è destinato ad imprese, lavoratori autonomi e professionisti del Sud Italia per l’avvio di attività in forma individuale e collettiva, nella forma di società cooperativa, società in accomandita semplice, società in nome collettivo, società a responsabilità limitata o società tra professionisti

Gli incentivi possono consistere in:

  • un voucher di avvio non rimborsabile per l’acquisto di beni, strumenti e servizi necessari per avviare l’attività dal valore di 40.000 euro per le attività aventi sede legale nelle aree del Mezzogiorno e le attività aventi sede legale nei territori delle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.
  • Il voucher aumenta a 50.000 euro nel caso di acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico;
  • un contributo a fondo perduto pari al 75% per investimenti fino a 120.000 euro;
  • un altro contributo a fondo perduto  pari al 70% per investimenti oltre i 120.000 euro fino a 200.000 euro.

Possono beneficiare della misura, le attività aventi sede legale nelle aree del Mezzogiorno e le attività aventi sede legale nei territori delle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.

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