Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 193 del 23 agosto 2025 del decreto ministeriale 11 luglio 2025, diventano ufficiali i criteri e le modalità attuative per le due nuove misure a sostegno dell’autoimprenditorialità: “Autoimpiego Centro-Nord Italia” e “Resto al Sud 2.0”, introdotte dal decreto-legge “Coesione” (DL 60/2024).
Si tratta di strumenti che puntano a favorire l’avvio di attività da parte dei giovani under 35 non occupati, disoccupati o inattivi, con particolare attenzione a chi si trova in condizioni di vulnerabilità o marginalità sociale, come previsto dal Piano nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e dal programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori).
Contributi e voucher disponibili
Le agevolazioni si presentano in due forme alternative:
- Voucher a fondo perduto in regime de minimis, non soggetto a rimborso, che coprono il 100% delle spese fino a 30.000 euro per le iniziative previste dall’Autoimpiego Centro-Nord Italia e 40.000 euro nel caso di “Resto al Sud”.
Se l’investimento riguarda tecnologie innovative, digitali, sostenibili o a basso impatto ambientale, i tetti massimi salgono rispettivamente a 40.000 euro e 50.000 euro. - Contributi a fondo perduto (in alternativa al voucher), proporzionati al valore del programma di spesa:
- fino a 120.000 euro, contributo del 65% al Centro-Nord e del 75% al Sud;
- tra 120.000 e 200.000 euro, contributo del 60% al Centro-Nord e del 70% al Sud.
Per quanto riguarda il Mezzogiorno, il decreto “Coesione” ha previsto che i massimali più elevati di Resto al Sud 2.0 si applichino anche ad alcune aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria).
Spese ammissibili ed escluse
Sono considerate eleggibili le spese per ristrutturazioni, macchinari, impianti, arredi, programmi informatici e telecomunicazioni, oltre agli investimenti in immobilizzazioni immateriali (ad esempio formazione digitale e branding) e alle consulenze tecniche per prototipi e certificazioni di sostenibilità.
Restano invece non ammissibili le spese legate alla redazione della domanda, nonché quelle legali, fiscali o tributarie.
Modalità di accesso
Le richieste di incentivo andranno presentate esclusivamente online sul portale di Invitalia, allegando un progetto descrittivo e accedendo con SPID, CIE o CNS.
Un successivo decreto del Ministero del Lavoro definirà con precisione i termini di apertura dello sportello, i modelli di domanda e le procedure di erogazione (sia a stati di avanzamento lavori sia a saldo).