Resto al Sud 2.0 e Centro Nord Italia: cresce l’attesa gli incentivi

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«Centro Nord Italia» e «Resto al Sud 2.0», gli incentivi previsti dal decreto Coesione non sono ancora operativi. Ad essere in ritardo, sono i decreti interministeriali, che definiranno le modalità di finanziamento delle iniziative incentivate, i termini, i criteri di accesso alle agevolazioni.

I soggetti gestori delle misure saranno Sviluppo Lavoro Italia, Invitalia e dell’Ente nazionale per il microcredito, mentre le attività di tutoraggio, di selezione delle domande, l’istruttoria, la concessione e l’erogazione degli incentivi sono affidate ad Invitalia.

Le regioni  svolgeranno il compito di erogare i servizi di informazione, orientamento, consulenza e supporto ai destinatari delle misure.

Destinate ad un pubblico di oltre 15mila beneficiari, lo scorso maggio, con una dotazione di 800 milioni per il biennio 2024-2025, sono state introdotte le agevolazioni «Autoimpiego Centro Nord Italia» e «Resto al Sud 2.0», che a promuovere l’avvio di attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali.

La misura agevolativa Resto al Sud 2.0 è destinata a giovani sotto i 35 anni inoccupati, inattivi , disoccupati, persone in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, donne inattive, vittime di violenza, persone con disabilità, migranti, persone LGBTQIA+ , appartenenti a comunità Rom, Sinti e Caminanti, disoccupati destinatari delle misure del programma GOL. Questi ultimi possono cumulare i trattamenti di disoccupazione solo se richiesti in un’unica soluzione come capitale d’avvio per le iniziative finanziate.

L’agevolazione  offre un voucher per l’autoimpiego da 40.000 euro, a fondo perduto, per l’acquisto di beni e servizi essenziali per l’avviamento dell’attività. Questo importo può arrivare a 50.000 euro se destinato all’acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o per garantire la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. In alternativa, si può usufruire di contributi a fondo perduto che coprono fino al 75% delle spese per programmi di spesa fino a 120.000 euro o contributi a fondo perduto che coprono fino al 70% delle spese per programmi di spesa superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro.

Con «Autoimpiego Centro Nord Italia», si può ottenere un importo massimo fino a 30mila euro per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio dell’attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero professionali, in forma individuale o collettiva. Si sale a 40mila euro se si acquistano beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o beni che assicurano la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico. In alternativa si può ottenere un aiuto in regime de minimis per programmi di spese sotto i 120mila, consistente in un contributo a fondo perduto fino al 65% dell’investimento. Se i programmi di spesa sono oltre 120mila e fino a 200mila il contributo a fondo perduto è del 60%.

Ci si augura che quanto annunciato dagli addetti ai lavori, cioè che il provvedimento attuativo verrà pubblicato a breve, possa essere rispettato.

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