Polizze catastrofali, esclusi dagli incentivi pubblici gli inadempienti

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Il Mimit definisce i bonus subordinati all’obbligo assicurativo. Transizione 4.0 e Nuova Sabatini ancora accessibili, ma non si escludono future restrizioni

Prendono forma le prime conseguenze concrete per le imprese che non rispettano l’obbligo di copertura assicurativa contro i rischi catastrofali. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), con il decreto direttoriale del 18 giugno 2025 pubblicato lo scorso 25 luglio, ha individuato undici agevolazioni pubbliche per le quali l’adempimento assicurativo costituisce condizione vincolante per l’accesso.

Una svolta applicativa rilevante che dà attuazione all’articolo 1, commi 101-111 della legge 213/2023 e al decreto-legge 39/2025, i quali avevano finora introdotto l’obbligo in termini ancora generici e aperti a diverse interpretazioni.

Gli incentivi subordinati alla polizza

Nel dettaglio, il decreto impone il rispetto dell’obbligo assicurativo per poter accedere a:

  1. Contratti di sviluppo
  2. Interventi per le aree di crisi industriale (Legge 181/1989)
  3. Regime “Nuova Marcora” per cooperative di Pmi
  4. Programma Smart&Start per start up innovative
  5. Agevolazioni per R&S nella riconversione circolare
  6. Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali
  7. Mini contratti di sviluppo
  8. Incentivi per l’economia sociale
  9. Sostegno all’autoproduzione di energia per le Pmi
  10. Finanziamento di start up
  11. Supporto al venture capital nella transizione ecologica

Il rispetto dell’obbligo assicurativo non è di per sé sufficiente a garantire l’accesso ai benefici, ma diventa una condizione necessaria, che si aggiunge ai consueti requisiti di ammissibilità.

Il decreto risolve l’ambiguità del comma 102 della legge 213/2023, che parlava genericamente di “tener conto” dell’eventuale inadempimento nella concessione di contributi pubblici. L’espressione lasciava spazio a interpretazioni flessibili, che in alcuni casi avrebbero potuto consentire la concessione dell’agevolazione in forma ridotta.

Con questo intervento normativo, il Mimit assume una posizione netta, precludendo totalmente l’accesso ai bonus elencati alle imprese non assicurate. La linea era già stata anticipata con la FAQ n. 11 del 14 aprile 2025, dove si affermava l’intenzione di subordinare l’erogazione degli incentivi di competenza ministeriale al rispetto dell’obbligo assicurativo.

Transizione 4.0 e Nuova Sabatini ancora accessibili

L’elenco allegato al decreto appare, per ora, tassativo. Restano fuori agevolazioni molto richieste come Transizione 4.0 e 5.0 e gli incentivi per i beni strumentali della Nuova Sabatini. Tuttavia, il Mimit potrebbe integrare l’elenco con successivi provvedimenti. E la futura entrata in vigore del Codice unico degli incentivi, attualmente in fase di approvazione, potrebbe estendere automaticamente la preclusione a tutte le misure pubbliche in caso di inadempienza.

Il decreto chiarisce anche i termini di decorrenza per l’applicazione delle nuove regole:

  • Dal 2 ottobre 2025 per le medie imprese
  • Dal 1° gennaio 2026 per micro e piccole imprese
  • Dal 25 luglio 2025 per le grandi imprese, a prescindere dal termine del 30 giugno citato nel decreto, che appare superato

Importante: sono escluse dal blocco le domande presentate prima delle suddette date, anche se l’erogazione dell’incentivo dovesse avvenire successivamente.

Inoltre, il rispetto dell’obbligo dovrà essere continuativo: la copertura assicurativa dovrà risultare valida sia alla presentazione della domanda che in tutte le fasi di erogazione dell’agevolazione, in particolare se l’incentivo è dilazionato nel tempo.

Resta da chiarire un aspetto delicato: cosa succede se l’impresa si assicura solo dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge?

Il decreto parla di “intervenuto adempimento”, ma non definisce se sia accettabile una stipula tardiva. Un’interpretazione rigorosa escluderebbe qualunque sanatoria: la mancata copertura entro i termini sarebbe sufficiente a perdere definitivamente l’accesso agli incentivi. Un approccio più flessibile, invece, consentirebbe alle imprese di mettersi in regola anche all’ultimo momento utile, ma rischierebbe di incentivare comportamenti opportunistici.

Nulla vieta che altri ministeri o enti pubblici adottino analoghi decreti. In questa prospettiva, il Mimit si pone come precursore di una strategia che potrebbe diventare sistemica. A rafforzare questo scenario concorre lo schema di decreto legislativo sul Codice unico degli incentivi, il cui articolo 9 stabilisce che l’accesso a qualunque agevolazione sarà sempre precluso in caso di inadempimento assicurativo.

In assenza di sanzioni pecuniarie dirette, la norma punta su sanzioni indirette e automatiche. L’esclusione dai finanziamenti pubblici costituisce un deterrente concreto ed efficace, che agisce senza necessità di accertamenti ispettivi o contestazioni formali.

Il risultato è un sistema normativo in cui la mancata stipula della polizza catastrofale diventa una barriera oggettiva all’accesso alla finanza pubblica, con conseguenze potenzialmente gravi per le imprese non in regola. Un cambio di paradigma che conferisce alla nuova disciplina una cogenza sostanziale e un impatto economico non trascurabile.

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