800 milioni a sostegno di giovani disoccupati, inattivi o in condizioni di fragilità sociale tra i 18 e i 35 anni.
Dopo un anno dal varo del decreto Coesione, arrivano finalmente gli incentivi all’autoimpiego per giovani disoccupati, inattivi o in condizioni di fragilità sociale. Il Ministero del Lavoro ha annunciato la firma del decreto attuativo da parte della ministra Marina Calderone, in accordo con i ministri Tommaso Foti (Affari Europei e PNRR) e Giancarlo Giorgetti (Economia). Il provvedimento passa ora all’esame degli organi di controllo.
L’obiettivo del piano è chiaro: stimolare la partecipazione attiva dei giovani nel mercato del lavoro, promuovendo la nascita di nuove attività autonome, imprenditoriali o libero-professionali. Come spiegato dalla ministra Calderone, si tratta di un intervento sistemico che combina formazione, tutoraggio e contributi economici, favorendo anche il ricambio generazionale nelle professioni e nelle imprese.
La dotazione finanziaria
Il piano mette in campo 800 milioni di euro, di cui:
- 700 milioni provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+)
- 100 milioni dal PNRR, attraverso il programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)
Chi può accedere agli incentivi
I destinatari sono giovani tra i 18 e i 35 anni, in condizioni di disoccupazione, inattività o fragilità sociale. I percorsi di supporto – erogati anche in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito – includono:
- formazione mirata
- accompagnamento alla progettazione
- tutoraggio specialistico
- contributi a fondo perduto o voucher
Le due misure: Centro-Nord e Mezzogiorno
Il decreto Coesione introduce due importanti misure di sostegno all’occupazione giovanile: Autoimpiego Centro Nord Italia e Resto al Sud 2.0, rivolte a giovani under 35 in condizioni di marginalità sociale ed economica. Tra i potenziali beneficiari rientrano anche inoccupati, inattivi, disoccupati e coloro che aderiscono al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori).
Autoimpiego Centro-Nord
Le misure prevedono una serie di interventi articolati su più livelli:
- Servizi di formazione e accompagnamento nella fase di progettazione iniziale dell’attività;
- Tutoraggio per lo sviluppo e l’incremento delle competenze;
- Incentivi economici diretti, erogati sotto forma di voucher non rimborsabili.
Le misure prevedono una serie di interventi articolati su più livelli:
Nello specifico, il programma Autoimpiego per le regioni del Centro e Nord Italia offre:
- Fino a 30.000 euro per l’acquisto di beni, strumenti e servizi necessari all’avvio di attività autonome, imprenditoriali o libero-professionali, sia individuali che collettive;
- Fino a 40.000 euro se gli acquisti riguardano tecnologie innovative, digitali, sostenibili o a basso impatto energetico.
È prevista anche una forma di agevolazione in regime “de minimis”, per programmi di spesa più consistenti:
- Contributo a fondo perduto fino al 65% per investimenti fino a 120.000 euro;
- Contributo fino al 60% per programmi di spesa tra 120.000 e 200.000 euro.
Resto al Sud 2.0
Dedicato alle regioni del Mezzogiorno, prevede:
- Voucher fino a 40.000 euro, aumentabili a 50.000 euro per progetti innovativi
- Aiuti a fondo perduto:
- fino al 75% (per spese entro 120.000 euro)
- fino al 70% (per spese tra 120.000 e 200.000 euro)
In entrambi i casi, il sostegno è non rimborsabile, in regime de minimis, e può essere richiesto anche da gruppi di giovani che vogliano costituirsi in forma societaria.
Secondo la relazione tecnica del decreto, le misure potrebbero coinvolgere circa 15.000 giovani, di cui oltre il 65% residenti nel Sud. Il contributo medio previsto è di 40.000 euro per ciascun progetto, con una quota di cofinanziamento a carico del beneficiario variabile in base al territorio.