Finanziamenti al commercio in Puglia dal 2013

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Bar, pizzerie, edicole ecco i fondi per ripartire. 6,5 milioni di euro per le piccole botteghe di vicinato. Aiuto regionale di 25 mila euro per negozio. È il momento buono per i piccoli esercizi commerciali che volessero ammodernarsi e dotarsi di migliori servizi tecnologici. La Regione Puglia mette a disposizione 6,5 milioni di euro a favore delle piccole botteghe di vicinato, bar, pizzerie, edicole.

Ma anche associazioni di strada, consorzi di imprese, bancarelle dei mercati rionali. L’aiuto regionale consente di finanziare, a fondo perduto, fino al 70% delle spese di investimento ammissibili: massimo 25 mila euro per le singole imprese e 50 mila per le associazioni e i consorzi.

Due le condizioni previste: che l’investimento singolo riguardi un esercizio commerciale non più grande di 250 metri quadri e che l’intera procedura avvenga per via telematica: in particolare che il negoziante sia dotato di pec (posta elettronica certificata) e firma digitale. Tuttavia, chi ne fosse sprovvisto può provvedere nelle prossime settimane, visto che il bando verrà aperto alle 12 del 4 marzo e verrà chiuso alle 14 del 4 aprile (www.sistema.puglia.it).
È importante attivarsi presto: la graduatoria sarà compilata sulla base dell’ordine cronologico di presentazione della domanda e fino ad esaurimento delle risorse. A parità di ordine di arrivo, saranno favorite le aziende che si trovano nei centri storici, sono a prevalente gestione femminile, operano su internet.

Lo stanziamento (5,5 milioni a favore dei singoli esercizi e un milione alle associazioni) consentirà di soddisfare le richieste di almeno 220 botteghe e di 120 imprese associate. Ma i beneficiari potrebbero essere molti di più, se l’agevolazione richiesta fosse mediamente inferiore al massimo consentito.

Il bando è stato presentato ieri dall’assessora regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone e dai dirigenti regionali Piero Trabace e Teresa Lisi. Mira a rivitalizzare e riqualificare i piccoli esercizi commerciali, soprattutto (ma non solo) in chiave tecnologica. Per la prima volta è consentito concedere agevolazioni anche a imprese commerciali che agiscano esclusivamente on line.
Ma l’e-commerce è favorito anche quando si tratti di forme associative: le associazioni di imprese, per esempio, possono pensare a dotarsi di sistemi di sicurezza collettivi, servizi comuni, bancarelle rinnovate e omogeneizzate sotto il profilo estetico; ma pure ad allestire un comune sito internet per la vendita dei prodotti provenienti da vari esercizi commerciali.

I dirigenti Trabace e Lisi hanno chiarito che l’agevolazione non può essere associata ad altri contributi ottenuti in regime «de minimis» (secondo l’espressione adoperate dai regolamenti comunitari). Insomma non si possono cumulare gli aiuti pubblici.

Inoltre, nella fase della domanda, non è indispensabile presentare documentazione di supporto (preventivi, dichiarazioni, eccetera): è sufficiente la semplice autocertificazione per poi presentare i documenti quando la domanda sia stata finanziata. Il bando fa parte di un programma triennale per la realizzazione dei cosiddetti «distretti urbani del commercio», strumenti che mirano a sostenere le piccole botteghe. «Il nostro bando — ha dichiarato l’assessora Capone — garantisce un’alta intensità di aiuto e contemporaneamente uno sforzo minimo al commerciante».
Fonte Corriere Mezzogiorno

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