DECRETO “RISTORI”: Tutte le Novità

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Il Decreto Ristori, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha introdotto  disposizioni riguardanti:

  • Nuovi contributi a fondo perduto;
  • Fondi per i settori più colpiti;
  • Nuove misure per il lavoro;
  • Proroga del credito d’imposta;
  • Cancellazione della seconda rata IMU.

Vediamo  tutte le novità nel dettaglio.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Il  nuovo contributo a fondo perduto è destinato a sostegno delle attività economiche (individuate attraverso i codici ATECO) che con il DPCM 24 ottobre 2020 sono state:

  • limitate (pub, bar, ristoranti)
  • direttamente chiuse (sale gioco e scommesse, sale bingo, cinema, palestre, centri sportivi o piscine, etc.)

Possono accedere al nuovo contributo anche le attività che hanno prodotto ricavi e compensi per un importo annuo superiore a 5 milioni di euro. Sono esclusi invece, i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020 ovvero che l’abbiano cessata alla data del 25 ottobre 2020. Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Tale condizione relativa alla riduzione del fatturato non si applica ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.

Il contributo sarà erogato automaticamente, entro il 15 novembre 2020,  tramite bonifico da parte dell’Agenzia delle Entrate, ai soggetti a cui è stato riconosciuto il contributo precedente dal  Decreto Rilancio.

I soggetti, invece, che non hanno percepito il precedente contributo, dovranno presentare una apposita istanza all’Agenzia delle Entrate e il pagamento dovrebbe arrivare entro dicembre.

Vengono distinte quattro fasce di ristoro e per ciascuna fascia viene garantita una diversa percentuale di contributo a fondo perduto, da 100% a 400% applicata sulle somme già incassate con il contributo precedente:

  • 100% per gli esercizi e le attività costretti a chiudere alle 18 (pasticcerie o gelaterie);
  • 150% per chi ha subito un danno parziale come i ristoranti che restano aperti a pranzo e possono lavorare dopo le 18.00 con il servizio di asporto;
  • 200% per le categorie più danneggiate costrette a chiudere( esempio: cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi, scommesse o bingo, centri termali, centri benessere e fiere);
  • 400% per le attività chiuse ancor prima del Dpcm del 24 ottobre (sale da ballo)

FONDI PER SETTORI PIU’ COLPITI

Sono stati stanziati fondi per alcuni dei settori più colpiti:

  • 100 milioni per il Fondo di parte corrente di cui all’art. 89, comma 1, del D.L. 18/2020 a sostegno dei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo;
  • 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator;
  • 50 milioni per editoria, fiere e congressi;
  • 350 milioni per l’export e le fiere internazionali;
  • 50 milioni a favore del “Fondo per il sostegno delle associazioni dilettantistiche e delle società dilettantistiche”.

È stato anche istituito un fondo pari a 100 milioni di euro per sostenere, mediante contributi a fondo perduto, le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

NUOVI INDENNIZZI

Nel mese di novembre, si prevede l’erogazione di:

  • 800 Euro (nel limite di 124 milioni di euro per l’anno 2020), ai lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il CONI, il Comitato Italiano Paraolimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche.
  • 1.000 Euro per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera.

NUOVE MISURE PER IL LAVORO

Sono stati disposti due importanti interventi:

  • Proroga della cassa integrazione ordinaria di ulteriori 6 settimane, usufruibile tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20% per chi ha avviato l’attività dopo l’1 gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

Negli altri casi è invece previsto il datore di lavoro è tenuto al pagamento di un contributo addizionale.

 

  • Blocco licenziamenti

Viene prorogato fino al 31 gennaio 2021 il blocco dei licenziamenti. Le aziende potranno licenziare solo:

  • se hanno cessato l’attività;
  • sono state dichiarate fallite quando non sia previsto l’esercizio provvisorio;
  • nelle ipotesi di particolare accordo collettivo aziendale

 

  • Esonero del versamento dei contributi previdenziali, riconosciuto ai datori di lavoro la cui attività è stata sospesa o ridotta a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19. L’esonero è fruibile entro il 31 maggio 2021. Viene escluso dall’esonero il settore agricolo.
    L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari al 50% (riduzione fatturato inferiore al 20%) o al 100% (riduzione fatturato pari o superiore al 20%).

 

  • Sospensione contributi

Per le aziende dei settori interessati dalle restrizioni  è prevista la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre.

I pagamenti di detti contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

CREDITO D’IMPOSTA AFFITTO

Il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda, di cui all’art. 28 del decreto Rilancio, verrà esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre per tutte le attività soggette a restrizioni con il DPCM del 24 ottobre 2020.

SECONDA RATA IMU

Agli esercizi cui fanno riferimento le restrizioni dettate dal DPCM 24 ottobre 2020, viene cancellata la seconda rata dell’IMU 2020 sugli immobili in cui si svolgono le attività, solo nel caso in cui ci sia coincidenza tra proprietari e gestori delle attività esercitate.

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