RESTO AL SUD 2.0, MAGGIORI FONDI PREVISTI DAL DECRETO DI COESIONE

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Il nuovo Decreto Coesione prevede due misure distinte, una destinata al Centro- Nord ( Autoimpiego) mentre l’altra destinata al Sud ( Resto al Sud 2.0).

Complessivamente le due misure di aiuto godono di 800  milioni di euro, di cui 80 milioni di euro per l’anno 2024 e 720 milioni per l’anno 2025.

Nel dettaglio, però, una grande fetta delle risorse è ad appannaggio delle aree in ritardo di sviluppo a Sud del Paese: 700 milioni di euro, di cui 70 milioni di euro per l’anno 2024 e 630 milioni di euro per l’anno 2025. Di conseguenza, le aree del Centro-Nord avranno un budget di appena 100 milioni di euro.

Il discrimine fra Mezzogiorno e Centro-Nord non sta solo nelle risorse complessivamente fruibili; anche le percentuali di aiuto variano sensibilmente.

 Per il Centro-Nord è richiedibile alternativamente:

  • un voucher per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio delle attività per un importo massimo di 30 mila euro che sale a 40 mila per beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico, e a  50 mila per gli investimenti nelle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 e 2016;
  • un contributo a fondo perduto fino al 65% per investimenti di valore non superiore a centoventimila euro;
  • un contributo a fondo perduto fino al 60% per investimenti di valore compreso fra i centoventimila e i duecentomila euro.

Al Sud e nelle aree dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici del 2009 o del 2016 le misure di cui sopra diventano:

  • un voucher per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per l’avvio delle attività per un importo massimo di 40 mila euro che sale a 50 mila  nel solo Mezzogiorno per beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico;
  • un contributo a fondo perduto fino al 75% per investimenti di valore non superiore a centoventimila euro;
  • un contributo a fondo perduto fino al 70% per investimenti di valore compreso fra i centoventimila e i duecentomila euro.

Gli incentivi delle due misure sono destinati a :

  • persone giovani di età inferiore ai trentacinque anni;
  • persone disoccupate da almeno dodici mesi; persone in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, come definiti dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro;
  • persone inattive, come definite dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro;
  • donne inoccupate, inattive e disoccupate; disoccupati beneficiari di ammortizzatori sociali destinatari delle misure del programma di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol).

I maggiori fondi stanziati per il Sud rappresentano un’opportunità significativa per il rilancio economico e sociale della regione, offrendo strumenti concreti per l’autoimpiego e la crescita imprenditoriale. Con il programma “Resto al Sud 2.0” e le nuove misure di incentivo, si punta a ridurre il divario tra Nord e Sud, stimolando lo sviluppo delle aree in ritardo e sostenendo le categorie più vulnerabili della popolazione.

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