Bando Piccoli Sussidi per il Terzo Settore

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Il Bando piccoli sussidi si rivolge principalmente al mondo del terzo settore, o imprese che operano nel sociale o a favore di soggetti svantaggiati. Ecco di seguito l’elenco delle azioni previste:
Azione 1
La Regione Puglia  ha stanziato 1.800.000,00 euro per  l’azione 1 della Sovvenzione Globale “Piccoli Sussidi”  finalizzata allo sviluppo del Terzo Settore  attraverso interventi infrastrutturali, sociali e di rivitalizzazione economica.  In particolare l’azione 1 intende agire sulle imprese esistenti con la finalità di colmare i gap tecnico – operativi ed economici al fine di offrire servizi altamente qualitativi.
L’azione 1  prevede la concessione di un contributo di importo massimo pari a 35.000,00 euro per i soggetti proponenti che non hanno beneficiato di alcun contributo per la medesima azione finanziata nella programmazione FSE 2000/2006, di 25.000,00 euro massimo  per i soggetti proponenti che hanno già beneficiato di contributi nell’ambito della suddetta Sovvenzione Globale per la medesima azione e che presentano domanda per il consolidamento dell’azione precedentemente finanziata.  Al fine dell’assegnazione delle risorse disponibili per il sostegno dell’Azione 1 saranno formate due graduatorie distinte, nella prima verranno riportate  le istanze presentate dal primo gruppo di proponenti  ai quali spetterà il 70% delle stesse  e nella seconda  quelle del secondo gruppo ai quali spetterà il 30%.
Beneficiari:
L’azione è rivolta ai soggetti del Terzo Settore legalmente costituiti  con sede operativa nella Regione Puglia, non avente scopo di lucro che abbiano tra le proprie finalità la lotta all’emarginazione dei soggetti svantaggiati attraverso l’inclusione sociale e lavorativa. Nel dettaglio:
–    le Associazioni di promozione sociale iscritte nei registri regionali e/o nazionali,
–    le cooperative sociali  e loro consorzi purchè costituiti in forma cooperativa, iscritti nell’Albo regionale delle Cooperative Sociali,
–    le associazioni di volontariato, aventi il riconoscimento di Onlus, iscritte negli appositi registri regionali e/o nazionali,
–    le organizzazioni non governative,
–    le imprese sociali,
–    gli altri organismi e associazioni di carattere privato senza scopo di lucro, aventi il riconoscimento di ONLUS,
–    le forme di partenariato locale sotto forma di Raggruppamenti Temporanei d’Impresa (RTI) ovvero Associazioni Temporanee di Scopo (ATS)

I beneficiari devono trovarsi in una situazione di regolarità fiscale e contributiva per quanto riguarda la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi nei confronti di INPS e INAIL.

Le spese ammissibili sono le seguenti:
•    Progettazione dell’intervento nella misura del 5% sul totale richiesto,
•    Quote di ammortamento per le attrezzature e beni materiali e immateriali acquistati nuovi relativamente alla sola durata del progetto,
•    Acquisto di beni materiali e immateriali il cui costo unitario non sia superiore a 516,46 euro,
•    Attività formative la cui spesa non potrà eccedere i 6.000,00 euro,
•    Servizi reali all’impresa,
•    Oneri amministrativi (spese notarili, registrazione, marchio e logo, ecc.),
•    L’IVA e’ ammissibile alle agevolazioni solo se non recuperabile e sostenuta dal soggetto beneficiario.

Azione 2
La Regione Puglia  ha stanziato 1.800.000,00 euro per  l’azione 2 della Sovvenzione Globale “Piccoli Sussidi”  per incentivare la creazione di imprese, anche di natura consortile, che favoriscano l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati.  L’azione è composta da 2 fasi, fase a) e fase b). Per ogni progetto i proponenti  possono beneficiare di un contributo massimo di 35.000,00 euro. Per la fase a) si potrà ottenere un contributo massimo di 10.000,00 euro destinato al soggetto promotore per le attività di assistenza al progetto start-up, mentre le imprese neo costituite a seguito della fase a)  potranno beneficiare di un contributo massimo di 25.000,00 euro per la fase b).
Fase a) si intende promuovere sia la creazione di singole imprese che potranno assumere la forma giuridica di ditta individuale, società di capitali, cooperativa, sia di consorzi. Le nuove imprese dovranno essere composte da persone fisiche residenti in Puglia alla data della pubblicazione del presente avviso e ricompresi tra disoccupati e inoccupati  giovani e adulti, donne, lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, immigrati regolari, lavoratori molto svantaggiati e lavoratori disabili.
Beneficiari

Possono proporre progetti nell’ambito degli interventi dell’azione 2, fase a):
–    le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri regionali  e/o nazionali che abbiano almeno 3 anni di esperienza nell’ambito dell’inclusione sociale e/o lavorativa e almeno 150.000,00 euro di volume di attività complessivo nell’ultimo triennio, risultanti da bilancio o altro rendiconto economico – finanziario valido legalmente,
–    le Cooperative Sociali e loro consorzi iscritti nell’Albo regionale delle Cooperative Sociali che abbiano almeno 3 anni di esperienza nell’ambito dell’inclusione sociale e/o lavorativa ed almeno 250.000,00 euro di fatturato complessivo nell’ultimo triennio corrispondente alla voce ricavi del Conto economico. Nel caso di consorzi il fatturato complessivo minimo nell’ultimo triennio deve essere di almeno 300.000,00
–    le associazioni di volontariato, aventi il riconoscimento di Onlus iscritte negli appositi registri regionali e/o nazionali che abbiano almeno 5 anni di esperienza e almeno 50.000,00 euro di volume di attività complessivo nell’ultimo triennio, risultanti da bilancio o altro rendiconto economico-finanziario legalmente valido,
–    le organizzazioni non governative che abbiano almeno 5 anni di esperienza e almeno 50.000,00 euro di volume di attività complessivo nell’ultimo triennio, risultanti da bilancio o altro rendiconto economico-finanziario legalmente valido,
–    le imprese sociali,
–    altri organismi di carattere privato senza scopo di lucro, aventi il riconoscimento di ONLUS  nel cui statuto sia specificatamente indicata la finalità dell’inclusione sociale dei soggetti socialmente svantaggiati e che abbiano almeno 5 anni di esperienza e almeno 50.000,00 euro di volume di attività complessivo nell’ultimo triennio,
–    le forme di partenariato locale sotto forma di Raggruppamenti Temporanei d’Impresa (RTI) ovvero Associazioni Temporanee di Scopo (ATS) che abbiano tra le proprie finalità la lotta all’emarginazione attraverso l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti svantaggiati.
I beneficiari devono trovarsi in una situazione di regolarità fiscale e contributiva per quanto riguarda la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi nei confronti di INPS e INAIL.

Spese ammissibili per la fase a) sostenute dal soggetto promotore
–    Spese per attività di orientamento e formazione,
–    Spese di assistenza tecnica e consulenza,
–    Spese di costituzione dell’impresa o della nuova aggregazione (spese notarili, registrazione, marchio e logo ecc:)

Fase b)   nella fase b) le imprese costituite in fase a) potranno richiedere gli aiuti necessari in fase di start – up.
Spese ammissibili  sostenute dall’impresa costituita a seguito della fase a):
–    quote di ammortamento per le attrezzature e beni materiali ed immateriali ammortizzabili, acquistati nuovi, relativamente alla sola durata del progetto. E’ ammesso l’acquisto di beni materiali e immateriali il cui costo unitario non sia superiore a 516,46 euro e solo se strettamente correlati alla realizzazione dell’iniziativa della quale richiede il contributo,
–    spese per la formazione a funzioni imprenditoriali e gestionali e per la riqualificazione, aggiornamento e rafforzamento delle competenze tecnico specialistiche,
–    servizi reali all’impresa.
–    L’IVA e’ ammissibile alle agevolazioni solo se non recuperabile e sostenuta dal soggetto beneficiario.

Azione 3
La Regione Puglia  ha stanziato 1.800.000,00 euro per  l’azione 3 della Sovvenzione Globale “Piccoli Sussidi”   Che intende favorire l’inserimento lavorativo e la permanenza nel mercato del lavoro di soggetti svantaggiati attraverso interventi che ne migliorino la qualità del lavoro. L’azione si divide in 2 sottoazioni, la sottoazione 3a e la sottoazione 3b.
La sottoazione 3a finanzia una serie di servizi e misure di sostegno come:
–    Servizi relativi al trasporto sociale e all’assistenza materiale, accompagnamento educativo per soggetti disabili frequentanti attività formative,
–    Interventi per eliminare le barriere architettoniche,
–    Ausili informatici ed elettronici, materiale didattico adeguato alla fruizione da parte dei soggetti svantaggiati , adozione di metodologie didattiche e dispositivi organizzativi mirati ai fabbisogni specifici dei soggetti,
–    Facilitazione all’accesso ai servizi telematici e/o informatizzati,
–    Azioni di supporto per adottare le tecnologie finalizzate all’inserimento lavorativo di gruppi svantaggiati,
–    Al fine di favorire l’inserimento lavorativo delle donne e delle persone svantaggiate riducendo il carico di lavoro e di cura entro le mura domestiche, sono previsti voucher di conciliazione  per servizi di cura e assistenza ai figli minori fino a 13 anni di età e per i familiari a parenti acquisiti fino al secondo grado di parentela che siano disabili, malati cronici non autosufficienti o anziani non autosufficienti
–    Percorsi per l’inserimento lavorativo attraverso l’attivazione di work experience
Le spese ammissibili per la sottoazione 3a sono le seguenti:
–    Spese per il personale e consulenza per la realizzazione degli interventi,
–    Spese di acquisizione dei servizi,
–    Opere murarie e assimilabili volte ad eliminare le barriere architettoniche il cui costo unitario non sia superiore a 516,46 euro solo se strettamente correlate alla realizzazione dell’iniziativa di cui si chiede il contributo,
–    Quote di ammortamento,
–    Acquisizione di servizi erogati da soggetti e strutture accreditate sul territorio nazionale riferite ad un periodo massimo di 12 mesi  per spese di cura e assistenza prestate a favore di conviventi di lavoratori  svantaggiati come le rette e servizi a pagamento per asili nido, case di riposo, case di cura e ricovero,centri estivi, attività extrascolastiche e doposcuola, centri ludico-ricreativi, centri di accoglienza. Sarà riconosciuto un solo voucher per ogni destinatario del valore massimo di 2.500,00 euro,
–    L’IVA e’ ammissibile solo se non recuperabile.
La sottoazione 3b è dedicata agli aiuti all’occupazione per i quali è prevista una riserva di fondi pari a 300.000,00 euro che saranno assegnati in base all’ordine cronologico di ricezione delle domande.
Le spese ammissibili per la sottoazione 3b fanno riferimento agli aiuti all’occupazione e verranno concessi solo nel caso di assunzione a tempo indeterminato e prevedono la concessione di un contributo straordinario nell’intensità massima del 50% del costo salariale lordo annuo sostenuto nei 12 mesi successivi all’assunzione e per un importo non superiore a 12.000,00. Il contributo potrà concedersi solo in caso di assunzione di persone disoccupate da almeno 6 mesi. Nel caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori molto svantaggiati verrà prevista la concessione di un contributo straordinario nell’intensità massima del costo salariale lordo annuo sostenuto nei 12 mesi successivi all’assunzione ed il contributo massimo erogabile sarà fissato ad 14.000,00 euro. L’IVA è ammissibile alle agevolazioni solo se non recuperabile e sostenuta dal soggetto beneficiario.

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