Guida alle attivita di elettricista, idraulico, installatore…

Share

Guida alle attività di elettricista, elettrotecnico, idraulico, installatore impianti termici, di sollevamento e protezione antincendio,
secondo quanto previsto dalla L.46/90

Guida alle attività di elettricista, elettrotecnico, idraulico, installatore impianti termici, di sollevamento e protezione antincendio,
secondo quanto previsto dalla L.46/90

PREMESSE
ATTIVITÀ SOGGETTE ALLA DISCIPLINA DELL’INSTALLAZIONE, AMPLIAMENTO, TRASFORMAZIONE, MANUTENZIONE DI IMPIANTI
Rientrano nella disciplina delle imprese di installazione, ampliamento, trasformazione, manutenzione di impianti, tutte le imprese che svolgono una o più delle seguenti attività:
a) produzione, trasporto, distribuzione ed utilizzazione dell’energia elettrica, a partire dal punto di consegna dell’energia fornita dall’ente distributore;
b) radiotelevisivi ed elettronici in genere, antenne ed impianti di protezione da scariche atmosferiche;
c) riscaldamento e climatizzazione azionati da fluido liquido, aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o specie;
d) idrosanitari, nonché di trasporto, trattamento, uso, accumulo e consumo di acqua a partire dal punto di consegna dell’ente distributore;
e) il trasporto e l’utilizzazione di gas allo stato liquido o aeriforme all’interno degli edifici a partire dal punto di consegna del combustibile gassoso fornito dall’ente distributore;
f) sollevamento di persone o cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili,
g) protezione antincendio
nell’ambito di edifici adibiti ad uso civile ovvero unità immobiliari o parte di esse destinate ad uso abitativo, a studio professionale o a sede di persone giuridiche private, associazioni, circoli o conventi e simili.
Inoltre, limitatamente alla lettera “A” anche nell’ambito di edifici adibiti a sede di società, ad attività industriale, commerciale o agricola o di produzione o intermediazione di beni e servizi, gli edifici di culto, nonché gli immobili destinati ad uffici, a scuole, luoghi di cura, magazzini, depositi ed in genere a pubbliche finalità dello Stato o di enti pubblici territoriali, istituzionali o economici.
Sono possibili le abilitazioni limitate, relativamente alle attività indicate dalle varie lettere suelencate, purché la limitazione sia fatta nell’ambito della declaratoria di ogni singola lettera. Per la parte relativa alla lettera g) non è possibile la concessione di abilitazione parziale.
Tali imprese sono tenute a presentare dichiarazione di inizio attività (d.i.a.) 2 all’Ufficio del Registro delle imprese nella cui provincia l’impresa ha fissato la propria sede legale, utilizzando il modello unificato Dia/46. Trascorsi almeno trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione di inizio attività, l’impresa deve presentare la comunicazione di inizio attività (c.i.a.) all’Ufficio del Registro delle imprese nella cui provincia l’impresa ha fissato la propria sede, utilizzando i modelli già previsti per le denunce al Registro delle imprese, che, in questo caso, costituiscono ad ogni effetto comunicazione di inizio di attività (c.i.a.).
– 4 –
INFORMAZIONI AGGIUNTIVE
Le imprese stabilite in uno Stato membro dell’Unione europea, che intendano aprire sedi o unità locali sul territorio nazionale per svolgere l’attività di dell’installazione, ampliamento, trasformazione, manutenzione di impianti, hanno titolo all’iscrizione qualora sussistano i requisiti prescritti dalla normativa dello Stato di provenienza per lo svolgimento della predetta attività.
Coloro che siano in possesso di un requisito maturato all’estero devono ottenere il decreto di riconoscimento del titolo professionale dal Ministero delle Attività Produttive.
In caso di trasferimento della sede principale o operativa in altra provincia, dato che le abilitazioni relative all’attività di installazione, ampliamento, trasformazione, manutenzione di impianti, hanno valore in tutto il territorio nazionale, l’impresa non deve ripresentare una nuova dichiarazione di inizio attività (d.i.a.) o una nuova comunicazione di inizio attività (c.i.a.) e attendere un ulteriore riconoscimento di requisiti da parte dell’Ufficio Registro delle imprese di arrivo, ma deve presentare soltanto gli usuali modelli di iscrizione (UL, S5, ecc.). In questo caso l’attività trasferita deve essere la medesima e non ci devono essere stati cambiamenti nella persona del responsabile tecnico.
2 art. 19 della legge 241/90
– 5 –
ATTIVITÀ DI INSTALLAZIONE, AMPLIAMENTO, TRASFORMAZIONE, MANUTENZIONE DI IMPIANTI
REQUISITI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ
Requisiti tecnico – professionali
Il responsabile tecnico deve possedere uno dei seguenti requisiti tecnico professionali:
a) titolo di studio
– laurea in materia tecnica o diploma universitario utile ai fini dello svolgimento dell’attività (l’elenco, non esaustivo e passibile di aggiornamenti, è riportato in calce alla guida) 3
b) titolo di studio ed esperienza professionale
– diploma di istruzione secondaria superiore in materia tecnica attinente l’attività previo un periodo di inserimento, di almeno un anno continuativo alle dirette dipendenze di un’impresa del settore (l’elenco, non esaustivo e passibile di aggiornamenti, è riportato in calce alla guida) 4
– titolo o attestato di qualifica a carattere tecnico attinente l’attività (conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale) previo un periodo di inserimento, di almeno due anni consecutivi alle dirette dipendenze di un’impresa del settore
L’attività lavorativa, richiesta in aggiunta al titolo di studio, deve essere stata svolta nel medesimo settore per il quale si chiede il requisito tecnico professionale, escludendo le attività amministrative–contabili e in qualità di:
• titolare, amministratore, socio, lavorante iscritto all’INAIL
• collaboratore familiare, lavorante iscritto all’INAIL
• dipendente operaio (inclusa la formazione lavoro con riferimento alla qualifica d’uscita; incluso, altresì, l’apprendistato)
• associato in partecipazione, lavorante iscritto all’INAIL 5
L’attività deve essere stata svolta all’interno di imprese del settore o in uffici tecnici di imprese o enti non del settore al cui interno si svolgano mansioni inerenti l’attività di installazione, ampliamento, trasformazione, manutenzione di impianti.
c) esperienza professionale
3 Titoli di studio diversi da quelli indicati devono essere valutati con il responsabile di procedimento della Camera di commercio interessata
4 Titoli di studio diversi da quelli indicati devono essere valutati con il responsabile di procedimento della Camera di commercio interessata
5 Tipologie contrattuali diverse da quelle indicate devono essere valutate con il responsabile di procedimento della Camera di commercio interessata
– 6 –
Aver esercitato l’attività di installazione, ampliamento, trasformazione, manutenzione di impianti per almeno tre anni alle dirette dipendenze di un’impresa del settore, nel medesimo ramo di attività dell’impresa stessa, ad esclusione delle attività amministrative – contabili, in qualità di:
• titolare, amministratore o socio, lavorante iscritto all’INAIL
• collaboratore familiare, lavorante iscritto all’INAIL
• dipendente operaio installatore con la qualifica di specializzato
• associato in partecipazione, lavorante iscritto all’INAIL 6
d) casi particolari
Rientrare in uno dei seguenti casi:
– soggetto in possesso dei requisiti già accertati da Camera di commercio o da Commissione provinciale per l’artigianato
– titolare di impresa del settore per almeno un anno prima dell’entrata in vigore della legge 46/90 (fino al 12 marzo 1990) 7
– dipendente di impresa/ente, non del settore, che abbia svolto attività di impiantistica nell’ufficio tecnico interno ad esclusione delle attività amministrative-contabili
Requisiti di onorabilità
E’ necessario che non siano stati emessi i provvedimenti di cui alla legge 575/65 (cosiddetta normativa antimafia) nei confronti dei seguenti soggetti:
• il titolare di impresa individuale e l’institore;
• tutti i soci di società in nome collettivo;
• tutti i soci accomandatari di società in accomandita semplice (s.a.s.) o per azioni (s.a.p.a.);
• tutti gli amministratori di società di capitali di ogni tipo, ivi comprese le cooperative. 8
AVVERTENZA
Se l’impresa perde uno dei requisiti previsti dalla normativa, l’ufficio avvia le procedure per l’inibizione alla continuazione dell’attività
6 Tipologie contrattuali diverse da quelle indicate devono essere valutate con il responsabile di procedimento della Camera di commercio interessata
7 Art. 6 Legge 25/96
8 L'interessato potrà autocertificare i requisiti morali utilizzando il modello unificato Ono/46. Ciò comporta l'assunzione di responsabilità penali in caso di dichiarazioni false o mendaci. In alternativa alla compilazione dell'autocertificazione, l'ufficio accerterà autonomamente il possesso dei succitati requisiti morali in capo ai soggetti obbligati
– 7 –
IL RESPONSABILE TECNICO
Nomina del responsabile tecnico
L’impresa che presenta la dichiarazione di inizio dell’attività, utilizzando il modello unificato Dia/46, deve dimostrare il possesso dei “requisiti di capacità tecnica e organizzativa”, che si intendono acquisiti con l’individuazione del responsabile tecnico.
Il responsabile tecnico può essere nominato per più imprese 9, fatta eccezione per le imprese artigiane, e deve rispettare un “rapporto di immedesimazione” con l’impresa che si individua in una delle seguenti figure:
• titolare
• amministratore
• socio
• institore
• dipendente
• collaboratore familiare
• associato in partecipazione
• procuratore, con procura relativa all’esercizio dell’attività di installazione, ampliamento, trasformazione e manutenzione di impianti 10
Non è consentita la nomina di un consulente o professionista esterno.
Per le imprese artigiane il responsabile tecnico deve necessariamente essere o il titolare dell’impresa individuale o un socio lavorante di s.n.c. o di s.r.l. o socio lavorante accomandatario di s.a.s.
Nomina (aggiunta) di ulteriore responsabile tecnico
La nomina di un ulteriore responsabile tecnico per la medesima attività deve essere comunicata dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa entro trenta giorni il verificarsi dell’evento, utilizzando la denuncia/domanda del Registro delle imprese (modello Registro imprese e intercalare P) , unitamente al modello unificato Rt/46
Cessazione e contestuale sostituzione dell’unico responsabile tecnico
La cessazione con contestuale sostituzione dell’unico responsabile tecnico deve essere comunicata dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa entro trenta giorni dall’evento presentando: il modello Registro delle imprese corredato di un intercalare P per la cessazione del precedente responsabile tecnico ed un intercalare P per comunicare la nomina del nuovo; un
9 Nel periodo sperimentale la Camera di commercio di Mantova riconosce l’immedesimazione del soggetto quando lo stesso svolga le funzioni di responsabile tecnico solo per una impresa (Mantova)
10 Tipologie contrattuali diverse da quelle indicate devono essere valutate con il responsabile di procedimento della Camera di commercio interessata
– 8 –
modello unificato Rt/46, relativo alla nomina del nuovo responsabile tecnico e un modello unificato Ono/46. I modelli unificati Rt/46 e Ono/46 devono contenere le dichiarazioni sostitutive di certificazione e atto notorio relative a tutti i requisiti.
Cessazione dell’unico responsabile tecnico e successiva nomina del nuovo
La cessazione dell’unico responsabile tecnico deve essere comunicata dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa presentando:
1) il modello Registro delle imprese per comunicare la sospensione dell’attività, corredato di un intercalare P per la cessazione del precedente responsabile tecnico.
La successiva iscrizione del nuovo responsabile tecnico deve essere comunicata dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa presentando:
2) il modello Registro imprese, corredato del modello unificato Rt/46 per iscrivere il nuovo responsabile tecnico;
3) il modello Registro delle imprese, corredato di un intercalare P per l’iscrizione del nuovo responsabile tecnico e per comunicare la ripresa dell’attività dopo che l’ufficio abbia riconosciuto i requisiti indicati nel modello unificato Rt/46 11 o, comunque, trascorsi almeno trenta giorni dal deposito dell’istanza di cui al punto 2).
11 Se con il modello unificato RT/46 (completo del modello unificato Ono/46) si rilascia correttamente dichiarazione sostitutiva del possesso di tutti i requisiti previsti dalle norme, l’ufficio può dare tempestivo assenso riducendo al minimo i tempi di interruzione dell’attività
– 9 –
DICHIARAZIONI DI CONFORMITÀ
La dichiarazione
L’impresa installatrice è tenuta a rilasciare la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati (realizzazione dell’impianto a regola d’arte, utilizzo di materiali costruiti secondo le norme UNI e CEI, ecc.).
La dichiarazione va compilata in ogni sua parte e ogni copia deve essere firmata in originale sia dal titolare (o legale rappresentante) che dal responsabile tecnico (se persona diversa) dell’impresa installatrice.
Modalità di presentazione
La dichiarazione di conformità:
• deve essere consegnata al committente 12, che dovrà conservarla e darne copia alla persona che utilizza i locali. L’adempimento è a cura dell’impresa installatrice
• deve essere depositata al Comune 13, entro trenta giorni dalla conclusione dei lavori, al fine del rilascio del certificato di abitabilità dei locali (o di agibilità, in caso di rifacimento degli impianti). Al deposito provvede l’impresa installatrice o il committente (vanno allegati, ove previsto, il progetto, la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, il certificato di collaudo, ecc.)
• deve essere depositata, utilizzando preferibilmente il modello accompagnatorio unificato Dconf/46, alla Camera di commercio 14 15 nella cui provincia l’impresa ha fissato la propria sede, entro sei mesi (centottanta giorni) dalla data del rilascio, anche nel caso in cui i lavori siano stati effettuati al di fuori della provincia. Al deposito provvede l’impresa installatrice 16 senza allegare alcun documento integrativo (es. progetto, relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, ecc.)
Dati da indicare nella dichiarazione di conformità
I seguenti dati devono essere indicati obbligatoriamente nella dichiarazione di conformità:
• denominazione/ragione sociale e sede dell’impresa
• numero di iscrizione al Registro Imprese (che corrisponde al Codice Fiscale) e Partita IVA
• eventuale numero di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane
• descrizione del tipo di intervento eseguito con riferimento alla tipologia di impianto
• dati anagrafici del committente
• indicazione dell’ambito dell’intervento
12 Adempimento previsto dall’art. 9 della legge 46/90 a decorrere dal 13 marzo 1990
13 Adempimento previsto dagli artt. 11 e 13 della Legge 46/90 a decorrere dal 13 marzo 1990
14 Adempimento previsto dall’art. 3, quarto comma, del D.P.R. 392/94 a decorrere dal 4 luglio 1994
15 Adempimento rimodulato dall’art. 9, quarto comma, del D.P.R. 558/99 che ha stabilito che la dichiarazione di conformità debba essere depositata in Camera di commercio entro sei mesi (oggi 180 giorni) dalla data delle dichiarazione stessa
16 Dal 2 marzo 1992 al 3 luglio 1994 l’adempimento era a cura del committente (art. 7 del D.P.R. 447/91, ora abrogato)
– 10 –
• dati relativi all’ubicazione dell’immobile dove è stato realizzato l’impianto
• dichiarazione di responsabilità sui materiali usati
• data di rilascio della dichiarazione di conformità
• firma del titolare/legale rappresentante e del responsabile tecnico

Titoli di studio abilitanti per la legge 46/90 (elenco indicativo e non esaustivo)

Agevolazioni Puglia has written 341 articles

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *

*

code

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>