Consorzi di bonifica e cartelle esattoriali: atto finale?

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In questi giorni, un problema che si propone ormai da tempo, sta tormentando gran parte dei contribuenti salentini: la notifica delle cartelle esattoriali dei Consorzi di bonifica che domandano il pagamento di contributi consortili, nonostante il contribuente stesso non riceva alcun beneficio.

In questi giorni, un problema che si propone ormai da tempo, sta tormentando gran parte dei contribuenti salentini: la notifica delle cartelle esattoriali dei Consorzi di bonifica che domandano il pagamento di contributi consortili, nonostante il contribuente stesso non riceva alcun beneficio.
Necessario appare accennare all’excursus normativo per chiarire le ragioni che sono alla base di tanto trambusto.
In primis, la legge della Regione Puglia n. 4 del 07 marzo 2003, con l’articolo 16 stabiliva la doverosità per i Consorzi di bonifica di prevedere l’abbattimento del 30 per cento della spesa corrente e proporzionalmente degli oneri di contribuenza.
Questi ultimi devono risultare dalla riformulazione dei piani di contribuenza che gli stessi Consorzi devono adottare di concerto con i Comuni.
Tale legge annullava, inoltre, le iscrizioni a ruolo operate dai Consorzi di bonifica per gli anni 2000, 2001 e 2002, riportate in cartelle esattoriali ancora non pagate alla data di entrata in vigore della predetta legge.
Di seguito è intervenuto l’art. 15 delle Legge regionale n. 19 del 25 agosto 2003 che stabiliva l’obbligo per i Consorzi di presentare, entro e non oltre il 31 ottobre 2003, i nuovi piani di contribuenza, pena lo scioglimento degli organi amministrativi e la nomina di un commissario presso l’ente inadempiente.
Orbene, alla luce dei suelencati risvolti normativi, nulla quaestio per le cartelle esattoriali relative agli anni 2000-2001 e 2002 emanate sulla base dei vecchi piani di contribuenza che, per effetto dell’art. 16 risultano annullate, con conseguente diritto al rimborso in caso di avvenuto pagamento.
Per le cartelle esattoriali relative all’anno 2003 numerose note dell’Assessorato all’agricoltura intimavano i Consorzi a sospenderne la riscossione, pena il Commissariamento dell’Ente che non vi si adeguava.
Successivamente, con l’emanazione delle delibere del Consiglio della Regione Puglia (fra le altre, le nn. 183 e 184 del 27/07/2004 rispettivamente Consorzi Arneo e Ugento Li Foggi), si è proceduto all’approvazione dei tanto sospirati piani di contribuenza.
Pertanto, in questo marasma legislativo, in questa sede solo accennato, quale tutela avrebbero i contribuenti di fronte alla notifica di tali cartelle, considerata la formale approvazione dei nuovi piani di contribuenza?
Preso atto che la maggior parte dei contribuenti non ha ricevuto il beneficio diretto e specifico che legittima la richiesta del contributo, come più volte sottolineato dalla Suprema Corte di Cassazione (fra le altre, sentenza del 12/05/2003, n. 7240 e SS.UU., n. 8960 del 14/10/1996), si delineano senz’altro i presupposti per l’impugnazione delle cartelle presso la Commissione Tributaria Provinciale competente.
È d’uopo sottolineare che le spese per l’instaurazione del giudizio supererebbero, nella maggior parte dei casi, le somme richieste con le cartelle esattoriali.
È, pertanto, evidente come il diritto di difesa del contribuente sancito dall’art. 24 della Costituzione possa rimanere mera affermazione di principio e soccombere dinanzi ad una Pubblica Amministrazione impreparata e farraginosa.

    

Lecce, 27 aprile 2005                                                           Avv. Maria Leo
                                Tributarista in Lecce

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