microfinanziamento per un valore di 100 milioni

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L'UE lancia uno strumento di microfinanziamento per un valore di 100 milioni di euro per aiutare i disoccupati ad avviare piccole imprese. La Commissione europea ha proposto oggi di istituire un nuovo strumento di microfinanza per fornire microcrediti alle piccole imprese e alle persone che hanno perso il lavoro e intendono avviare in proprio una piccola impresa.

Lo strumento avrà una dotazione iniziale di 100 milioni di euro che potrebbero lievitare a più di 500 milioni di euro nell'ambito di un'iniziativa congiunta con istituzio ni finanziarie internazionali, in particolare il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI). Il nuovo strumento costituisce una delle azioni annunciate il 3 giugno nella comunicazione della Commissione: "Un impegno comune per l'occupazione" (cfr. IP/09/859 e MEMO/09/259 ).

"Quest'anno la crisi economica comporterà la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro nell'UE. La crisi finanziaria ha prosciugato il credito per coloro che desiderano avviare o sviluppare la propria impresa" ha affermato Vladimír Špidla, commissario responsabile per l'occupazione e gli affari sociali. "Nell'attuale recessione vogliamo offrire l'opportunità di un nuovo inizio ai disoccupati agevolando l'accesso al credito affinché possano creare o sviluppare nuove imprese. E desideriamo anche aiutare le piccole imprese a svilupparsi ulteriormente a dispetto della crisi. Ciò contribuirà a creare nuovi posti di lavoro. L'UE può recare un effettivo valore aggiunto unendo le forze con il gruppo BEI al fine di dare ai cittadini la possibilità di realizzare il loro sogno di imprenditori."

L'attuale flessione dell'economia è iniziata con una crisi finanziaria innescata da gravi problemi di liquidità: le banche hanno smesso di prestarsi denaro tra di loro e anche di prestare denaro ai cittadini che esercitano un'attività economica e creano posti di lavoro. Il nuovo strumento di microfinanz iamento intende appianare la via per coloro che, nell'attuale contesto di contrazione del credito, potrebbero trovare difficoltà a reperire i fondi per avviare una propria impresa.

I lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o quelli che sono a rischio di disoccupazione e intendono creare una propria impresa troveranno un accesso agevolato ai finanziamenti e beneficeranno di misure di sostegno addizionali quali orientamento, formazione e preparazione. Le persone in situazione svantaggiata, compresi i giovani, che intendono avviare o sviluppare ulteriormente la propria impresa fruiranno anch'essi di garanzie e di assistenza nella preparazione di un piano di attività.

Un bilancio iniziale di 100 milioni di euro dovrebbe mobilitare finanziamenti per un importo di 500 milioni di euro in cooperazione con istituzioni finanziarie internazionali quali il gruppo BEI. Ciò potrebbe tradursi in circa 45 000 prestiti in un periodo massimo di 8 anni. Inoltre, la possibilità di applicare a questi finanziamenti tassi d'interesse agevolati grazie all'intervento del Fondo sociale europeo faciliterà l'accesso ai finanziamenti.

Nell'UE per microcredito si intendono prestiti di valore inferiore a 25 000 euro. Lo strumento ha la vocazione di aiutare le microimprese che danno lavoro a meno di 10 persone (91% di tutte le imprese europee) e le persone disoccupate o inattive che intendono diventare lavoratori autonomi ma non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari. Il 99% delle nuove imprese create in Europa sono microimprese o piccole imprese e un terzo di esse è creato da disoccupati.

La proposta della Commissione sarà discussa nell'ambito della procedura di codecisione dagli Stati membri e dai ministri riuniti in sede di Consiglio (con votazione a maggioranza qualificata) e dal Parlamento europeo. La Commissione si attende che il nuovo "strumento di microfinanz iamento Progress" sia operativo nel 2010.

Contesto

Nel contesto della risposta dell'UE alla crisi il Consiglio europeo di primavera e il vertice sull'occupazione tenutosi a Praga nel maggio di quest'anno hanno identificato e definito tre priorità chiave: mantenere l'occupazione, creare posti di lavoro e promuovere la mobilità. Prendendo le mosse da questo sforzo comun e la Commissione ha proposto il 3 giugno "Un impegno comune per l'occupazione" per intensificare la cooperazione tra l'UE e gli Stati membri nonché tra le parti sociali europee attorno a queste tre priorità. La proposta odierna rappresenta una delle iniziative delineate il 3 giugno.

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