Impianti fotovoltaici: aiuti e meno burocrazie

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Energia. Il Governo prepara la fase due degli incentivi ai pannelli solari.
Il nuovo piano vuole favorire l’utilizzo in uffici e abitazioni.

Più incentivi ai nuovi pannelli solari installati sui tetti delle abitazioni, ai piccoli impianti integrati negli edifici vecchi e nuovi. Fino a rendere economicamente conveniente l’operazione per buona parte dei costruttori ma anche per le famiglie. Anche perché l’erogazione avverrà con procedure semplificate, quasi automatiche. Basterà dare comunicazione al Gse (il gestore del sistema elettrico) secondo procedure prestabilite e il gioco sarà praticamente fatto.
Rimangono gli aiuti ai grandi impianti fotovoltaici, ma con sovvenzioni complessivamente meno favorevoli rispetto a quelle dedicate alla microgenerazione “verde”. In ogni caso verrà fortemente alzato il tetto quantitativo massimo all’erogazione delle sovvenzioni. In una prima fase saranno incentivati fino a 1.200 megawatt, ma con un meccanismo che già prevede estensioni e correzioni al rialzo. Con l’obiettivo di raggiungere e possibilmente superare entro il 2015 il traguardo di 2mila megawatt di picco di “tetti solari” rispetto agli appena 5 mWp attualmente in pieno esercizio nel nostro paese a cui si aggiungono circa 40 mWp in costruzione.
Il Governo sceglie dunque il modello tedesco per la fase due degli aiuti all’energia solare. Lo fa con un decreto ancora in bozza, appena trasmesso alla Conferenza unificata Stato-Regioni per le ultime eventuali limature nella seduta programmata per il 14 febbraio. Con l’intenzione di vararlo entro la fine del mese.
Sedici articoli e quattro allegati: la bozza di decreto, allestito dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, conferma un incentivo relativamente alto solo per impianti di piccola taglia e per quelli integrati negli edifici secondo precise norme di compatibilità architettonica. Ne risultano privilegiati gli impianti domestici con potenza compresa tra 1 e 3 kWp (chilowatt di picco) la cui tariffa riconosciuta da meccanismo del conto energia (la remunerazione per il “ritiro” da parte dei gestori elettrici, finanziata con una voce spalmata su tutte le tariffe elettriche nazionali) è di 0,40, 0,44 e 0,49 euro a chilowattora (l/kWh) rispettivamente per i non integrati e gli integrati. Il decreto prevede poi uno step intermedio: per le potenze comprese tra i 3 kWp e i 20 kWp installati a terra.
In ogni caso verranno aggiunti agli incentivi “premi” aggiuntivi per gli impianti abbinati a procedure o dispositivi in grado di aumentare l’efficienza energetica dell’edificio o dell’attività connessa ai nuovi impianti verdi.
Secondo le prime valutazioni degli analisti il nuovo sistema di incentivi dovrebbe permettere l’installazione di un piccolo impianto solare integrato nell’edificio con un ritorno dell’investimento inferiore agli otto – dieci anni rispetto ai 15 o più del vecchio meccanismo.

fonte il sole 24ore

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