Finanziamenti per l’ Efficienza energetica delle PMI pugliesi

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Titolo VI, bando 2017 – Aiuti agli investimenti per l’efficienza energetica delle piccole e medie imprese pugliesi

E’ corsa alle agevolazioni previste dal nuovo bando del Titolo VI della Regione Puglia “Aiuti per la tutela dell’Ambiente” che copriranno al 100% le spese per gli interventi di efficientamento energetico nelle PMI.

Le risorse complessive disponibili destinate all’agevolazione dei progetti presentati a valere su questo bando ammontano a Euro 60 milioni.

Dette risorse possono essere implementate con ulteriori finanziamenti rivenienti dal P.O. Puglia 2014 – 2020 – Asse IV “Energia sostenibile e qualità della vita” – obiettivo specifico 4b (Ridurre i consumi energetici e emissioni nelle imprese e integrare le fonti rinnovabili) e asse III “competitività delle piccole e medie imprese” obiettivo specifico 3f (Migliorare l’accesso al credito, il finanziamento delle imprese e la gestione del rischio, adottato dalla Giunta regionale con D.G.R. n. 1498 del 17/07/2014).

I beneficiari delle agevolazioni nel nuovo bando del Titolo VI

Le domande di agevolazione possono essere presentate da microimprese, da imprese di piccola dimensione e da medie imprese che intendono realizzare una iniziativa di efficientamento energetico in unità produttiva rientrante nell’ambito di uno dei codici Ateco ammissibili nell’ambito dei settori industria manifatturiera, commercio e turismo.

I soggetti proponenti alla data di presentazione della domanda di agevolazione devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle Imprese.

Nel caso di società, la durata residua alla data di presentazione della domanda, deve essere almeno pari al periodo previsto dalla normativa per il vincolo di destinazione dei beni agevolati. In caso contrario, occorrerà acquisire, entro la data di adozione del provvedimento di concessione delle agevolazioni, un verbale dell’Assemblea dei soci che proroghi detto termine fino a data successiva a quello del vincolo.

Ai sensi di quanto stabilito dagli artt.li 1 e 13 del Regolamento (CE) 651/2014 sono esclusi i seguenti settori:

  • pesca e acquacoltura;
  • costruzione navale;
  • industria carboniera;
  • siderurgia, così come definito nell’allegato B della disciplina multisettoriale degli aiuti regionali desti- nati ai grandi progetti d’investimento di cui alla comunicazione numero C(2002) 315, pubblicata nella G.U.C.E. C70 del 19.3.2002;
  • fibre sintetiche;
  • produzione primaria di prodotti agricoli;
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli nei casi seguenti:
    • quando l’importo dell’aiuto è fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate;
    • quando l’aiuto è subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari.

Con riferimento alle imprese che realizzano programmi di investimento nel settore del commercio, sono ammissibili i progetti riferiti alle seguenti attività:

  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati esercizi di vicinato; per esercizio di vicinato si intendono quelli aventi superficie di vendita non superiore a 250 m2;
  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M1, medie strutture di livello locale con superficie di vendita da 251 a 600 m2;
  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M2, medie strutture intermedie con superficie di vendita da 601 a 1.500 m2 (LR n. 11/2003);
  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio ed all’ingrosso classificati M3, medie strutture attrattive con superficie di vendita da 1501 a 2500 m2.

I progetti di investimento ammissibili nel bando del Titolo VI

I progetti di investimento ammissibili devono prevedere una spesa non inferiore a Euro 80.000,00 per unità locale e conseguire un risparmio di energia pari ad almeno il 10% dell’unità locale oggetto di investimento.

Sono ammissibili interventi di:

  1. efficienza energetica;
  2. cogenerazione ad alto rendimento;
  3. produzione di energia da fonti rinnovabili fino a un max del 70% dell’energia consumata mediamente nei tre anni solari antecedenti la data di presentazione della domanda e, comunque, fino al limite massimo di 500 kW. Al limite del 70% concorre la produzione da sistemi da fonti rinnovabili eventualmente già presenti nel sito.

Le spese ammissibili nel bando del Titolo VI

I progetti devono prevedere una spesa non inferiore a 80.000 euro per ogni unità locale e un conseguente risparmio di energia primaria pari ad almeno il 10% riferita all’unità locale interessata dall’investimento.

  1. Opere murarie di efficientamento energetico;
  2. acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;
  3. le spese di progettazione ingegneristica (per la redazione del progetto tecnico) e di direzione lavori, nel limite del 5% dell’investimento ammissibile;
  4. le spese per la redazione della diagnosi energetica ex ante e della relazione finale dei risultati conseguiti, nel limite dell’1,5% degli investimenti ammissibili e con massimo 10.000 euro.

Le spese vanno realizzate entro 18 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni.

Forma e intensità delle agevolazioni previste nel bando del Titolo VI

Il bando prevede una copertura finanziaria del 100% delle spese:

  • 30% mutuo a carico del Fondo Efficientamento Energetico Mutui;
  • 40% contributo a fondo perduto (fino ad un massimo di 800.000 euro per le piccole imprese e a 1.600.000 per le medie);
  • 30% mutuo a carico della banca finanziatrice.

Per le imprese che hanno conseguito il rating di legalità, l’importo del contributo a fondo perduto è del 41,20%.

Il contributo a fondo perduto viene erogato in unica soluzione dopo la rendicontazione finale degli investimenti effettuati mediante la presentazione delle fatture quietanzate e liquidate ai fornitori.

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